pic of the week #22

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I Marziani amano l' Italia... chissà perchè

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I mariziani hanno 12 mani 

È l' estate del 1964 quando quattro cyborg marziani X-1, X-2, X-3 e X-4, atterrano nella capitale italiana per studiare i "terricoli". Durantre la loro esplorazione la coerenza dei loro evoluti cervelli elettronici si scontra con la corruzione dei costumi italiani. Gli extraterrestri resteranno coinvolti (e sconvolti) dalla "dolce vita" romana; l' utilizzo risolutore di cambiali e bugie, le neonate passioni per le donne e il calcio prospettano una nuova vita lontana anni luce dalla severità della "Grande Mente". L' estetica è ammirevole: i quattro indossano tute argentee, hanno un loro logo distintivo, acconciature ispirate ai Beatles - inconsapevole anticipazione delle frangettine vulcaniane - e atterrano parodiando classici della fantascienza come "Ultimatum alla Terra".


Questo è quindi l' esordio del prolifico duo Castellano e Pipolo con un cast da urlo e una commedia fantascientifica dal tono moralizzatore. Hanno un ruolo marginale, diversamente da quello che si capisce dalla locandina, Franco e Ciccio (fortunatamente - non me ne vogliate - ma non provo grande simpatia per loro) che interpretano due scrittori di fantascienza. Discreto e piacevolissimo il commento musicale di Ennio Morricone, che con la sua Ninna Nanna '65 mi fa arpeggiare l' anima

"Questa è la autentica storia dell'unica 
vera invasione spaziale che avvenne 
nell'estate del 1964. La produzione ringrazia 
le autorità galattiche, le forze armate marziane 
e la Grande Mente per la collaborazione 
data alle riprese di questo film."


Ciao Marziano

Di ben più infimo livello, ma comunque degno di nota, è l' incursione nella commedia fantascientifica di Pippo Franco che nel 1980 ha vestito i panni di Bix in Ciao Marziano. Appesantito da una parlata fastidiosa per niente esilarante e involgarito da continui rimandi erotici, tipici della commedia sexy all' italiana, il film tenta anch' esso di assumere un ruolo moralizzatore offrendo uno sguardo alieno sul discutibile stile di vita italiano. Ovvio che anche questa volta le ragioni per ripartire per il proprio pianeta diminuiscono davanti alla conoscenza di una nuova (bella) vita made in italy.


Pippo Franco per Pingitore in Ciao Marziano, 1980

Klaus Schulze: The Dark Side of the Moog

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Con Klaus Schulze non è stato amore a prima vista o meglio detestavo il suo sound new age/gotico/proto-ambient con influenze etniche: troppo cupo, troppo ossessivo, troppo bleah. Adesso l' ho riscoperto ed ho perfino maturato una profonda passione per lui o per parte di lui. La stragrande parte della sua produzione continua a non piacermi, ma quando esplora le atmosfere fantascientifiche mi cattura.


Amo il suo spirito sinfonico, la sua eccentricità, la sua cultura, ma è tedesco e come tale privo di gusto, cosa che poco importa quando fa krautrock. Quando suoni il Moog e fai musica cosmica non serve buon gusto, bisogna essere ridondanti.


ll titolo del post fa riferimento ad un suo progetto del 1994, una collaborazione con Pete Namlook, che si intitola per l' appunto The Dark Side of the Moog ; la definizione è appropriata perchè è tetro, affascinante, ma tetro.

geek icons: Bill Cosby

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I maglioni disegnati per lui da Koos van den Akker hanno condizionato il mio gusto estetico e più in generale il mio modo di percepire forme e colori, ma nonostante i danni che stava provocando, nel 1983 la Texas Instrument lo scelse come testimonial.


Benvenuto Hitchcock!

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Ho finalmente colmato quel vuoto nella mia videoteca che era per me fonte di estremo imbarazzo... Benvenuto Hitchcock (in bluray!)! Adesso sui miei scaffali sarai proprio come in questa vecchia foto: circondato dai robot

giusto per pavoneggiarmi: box 1 - box 2 

pic of the week #21

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pubblicità dal futuro passato: I Futuribili

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esempio di pubblicità futuristica alquanto agghiacciante: 
la donna del futuro stira nello spazio .___.'

Il mondo della pubblicità bisogna rigenerarsi di continuo per parlare al consumatore e interpretrare i suoi desideri e crearne addirittura dei nuovi. La cosa affascinante è che dopo qualche anno gli spot perdono la loro funzione originaria e raccontano la loro epoca, con i suoi linguaggi, le sue abitudini e le sue aspettative. Tra tutte le modalità comunicative ambientare lo spot nel futuro funziona sempre. Adoro quando gli oggetti di uso comune vengono reclamizzati come il prodotto del futuro! Per questo ho deciso di condividere di volta in volta uno spot del passato ambientato nel futuro. Quello di oggi è particolarmente curato, girato da Mario Bava nel 1970 e ispirato dal colossal fantascientifico La Vita Futura.


da Carosello "I Futuribili" Mario Bava, 1970 per Mobil

Sole, mare e antichi astronauti

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È Agosto ed è ora di scegliere i libri da portare in vaganza. Sono una donna e come tale sono affascianata dagli argomenti alla moda, quindi quest' anno sotto l' ombrellone leggerò qualche saggio di paleoastronautica. Non so perchè ma trovo che l' estate si presti alla lettura di deliranti teorie sulle antiche civiltà! Le ipotesi di paleocontatto mi incuriosiscono tantissimo e credo che - restando nei limiti - rappresentino un buon esercizio mentale, un modo per rileggere la storia da un altro punto di vista. Sto per completare l' ordine che include questi testi di Peter Kososimo e Erich von Däniken, che ne dite? Avete consigli?

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