La Famiglia del futuro passato

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robot Elettron e famiglia - Russia, 1967

In una sola immagine, scattata in Russia alla fine degli anni '60, è rappresentato un concetto di famiglia a dir poco avveniristico: una donna, il suo compagno robot e i loro figli mentre passeggiano al parco. I robot da ribelli distruttori dell' umanità si trasformano in amorevoli padri di famiglia.

per saperne di più: cyberneticzoo

Geek Girls: Hannah M.G. Shapero

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Hannah Shapero è il mio nuovo mito. Figlia del compositore Harold Shapero a 14 anni ascoltava Frank Zappa e componeva musica con il synth modulare Buchla 100. Quello che ha registrato presso lo studio della Brandeis University tra il 1968 e il 1969 è racchiuso in My name is Marietta Cashman.

Hannah M.G. Shapero & Buchla 100 - adoro il suo look space/nerd! - 1970

"From 1967 through 1970 my father, composer Harold Shapero, was director of the Brandeis University electronic music studio. The studio was equipped with a Buchla 100 modular synthesizer, which was at the time the state of the art. Though I was not a Brandeis student, but still in high school, my father allowed and encouraged me to work with the Buchla in the studio. I started working there when I was 14 and continued until I was 17. The portrait you see of me with the Buchla was taken (by my father) in 1970." via

pic of the week #20

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Non sono una cosplayer
ma se potessi inizierei da qui
Radio Queen - Elmira Humphries, 1939 via

Capsule del Tempo: il mio nuovo hobby

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Comunicare unilateralmente con il futuro si può e da oggi prendererò molto seriamente la questione. Lasciare un messaggio, una testimonianza, una serie di oggetti o un insegnamento per il futuro potrebbe essere la prossima cosa di cui mi vanterò con gli amici - cosa hai fatto oggi? - immaginatemi fiera - ho lasciato un messaggio per gli abitanti della terra del 3743! -

 Cripta della Cività di Thornwell Jacobs, Oglethorpe University 1936

Breve storia delle Time Capsule

Ma come si fa? Prima di tutto devo procurarmi un contenitore il meno possibile deteriorabile, una pala, una targhetta di metallo inciso (per la data di apertura) e ovviamente il contenuto da destinare al futuro. Ogni capsula va segnalata all' associazione International Time Capsule Society presso la Oglethorpe University che tiene traccia di tutte le capsule del tempo del pianeta.

Westinghouse Time Capsule, 1939 e 1964 World’s Fair via

All' inizio del '900 delle studentesse del Mount Holyoke college, in Massachusetts sotterrarono una scatola di metallo contenente un berretto, una foto, alcune monete e un messaggio per le loro colleghe del 2000: "Se la scienza vi ha insegnato quello che molti credono sarà uno degli elementi più diffusi delle vostre conoscenze, ovvero il potere di comunicare con il mondo invisibile dal quale saremo osservando il vostro destino, vi preghiamo di rispondere a questo messaggio" via. Il primo grande progetto di Time Capsule, detentore anche di uno specifico titolo nel libro dei Guinnes dei Primati, è La Cripta della Civiltà: una stanza sigillata allestita nel 1936 ad Atlanta dalla Oglethorpe University con la supervisione di Thornwell Jacobs. La stanza, ricavata da una vecchia piscina, raccoglie molti oggetti di uso comune negli anni '30 tra cui una macchina da scrivere, manichini vestiti alla moda dell'epoca e perfino la sceneggiatura di Via Col Vento, tutto protetto da speciali involucri e gas inerte. L' apertura è prevista per l' 8113.

Voyager Golden Record, 1977

Seguono altre celebri capsule come quelle firmate Westinghouse per le World’s Fair del 1939 e 1964 via o quelle, più famose destinate allo spazio come la Placca Pioneer (1972 - 1973) e il Voyager Golden Record (1977) via. Le capsule del tempo possono rappresentare un' oppurtunità per chiedere scusa a chi abiterà questo pianeta o anche un' occasione per una simpatica burla; voi cosa inserireste nella vostra personalissima Capsula del Tempo? Scrivetemi

Così dalla mano di Ed nacque la Pixar

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Grazie a mio figlio sono diventata una grande fan della Pixar. L'altra sera ci siamo visti "UP" in 3D sul nostro nuovo TV e stamattina mentre pensavo a quanto è stata bella questa esperienza domestica mi sono ricordata da dove tutto questo fantastico mondo ha avuto origine. Era il 1972 quando Ed Catmull, uno dei fondatori della Pixar e i suoi colleghi hanno creato un microfilm 3D che rappresentava il rendering animato della sua mano sinistra. Questo è il film che hanno prodotto che comprende anche altri piccoli esperimenti.
Per saperne di più a nerdplusart

L'esperimento del Dottor K - The Fly

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Ho finalmente visto il film emblema del genere body horror: L'esperimento del Dottor K del 1958,  famoso anche come La Mosca. Ho fatto passare qualche giorno prima di scriverne un post per dosare l'entusiasmo, ma oggi con serenità posso ammettere che è tra i migliori film horror che abbia mai visto, dal carico di suspance davvero impressionante. Mi limito a raccontare più le emozioni che i dettagli del film per non pregiudicare il godimento di chi non ha ancora visto questo piccolo capolavoro.


La cosa che mi ha colpito del film è il dramma famigliare, il dottor Delambre è un marito e un padre e il suo esperimento malriuscito, come spesso capita nel cinema fantastico, è semplicemente un espediente per raccontare ben altre dinamiche, profondamente umane che con la scienza hanno poco a che spartire. Il mio personaggio preferito è la moglie Hélène Delambre, interpretato da una a dir poco fantastica Patricia Owens. Il suo grido caleidoscopico è terrore puro, entrato di diritto nell' iconografia del genere horror.


Lo stato d' ansia è costante per tutta la durata del film che culmina in un' estrema sensazione angoscia alla fine. Il mio grave errore è stato vedere subito dopo il sequel che al confronto è davvero lento e inutile. Il film infatti fa parte di una trilogia, nel primo sequel La vendetta del dottor K. - 1959 l' unica cosa piacevole è l'estetica e la presenza di Vincent Price il secondo e ultimo film della serie, La Maledizione della mosca del 1965 non l' ho ancora visto. 
 
 
The Fly - Trailer 1958

Devo assolutamente sapere se questa foto è un fake!

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ho sempre avuto paura di indagare,
ma vi prego ditemi che riuscite a leggere la dedica!
Qualsiasi tipo di informazione su questa magnifica foto è ben accetta! scrivetemi!
sarà mica l'antenata di Super Vicky? LOL


1° Aggiornamento 

Si infittisce il mistero dell' antenata di super Vicky grazie a Reuben Hoggett che tutti conosciamo per il suo magnifico blog cyberneticzoo.com. Mi ha inviato altre foto misteriose e mi ha promesso che farà delle ricerche. Aspetto fiduciosa.

cliccate per ingrandire

pic of the week #19

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se fossi stata una flapper ballerina di charleston 
avrei sicuramente avuto questi ammortizzatori! ♥ via

Quanto amo gli scienziati pazzi! ♥

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La figura dello scienziato pazzo mi ha sempre affascinato, nei film che amo è sempre il personaggio cardine, il più carismatico. In letteratura lo stereotipo dell' inventore eccentrico ha origini molto remote, ma inizia davvero ad interessarmi quando la sua follia da esoterica si traforma in scienza poco ortodossa. Lo spingersi oltre i limiti imposti della comunità scientifica e raggiungere il proprio obiettivo genera sempre un delirio di onnipotenza che un pò spaventa e un pò gasa. Nel cinema ad inaugurare la categotria è il professor Craziloff (da crazy per l'appunto) ad opera di Georges Méliès nel film Voyage à travers l'impossible nel 1904. Dopo è un fantastico susseguirsi di inventori tanto geniali quanto deliranti.

C. A. Rotwang, Metropolis - 1927 

A dettare le linee generali dello standard, se così lo vogliamo chiamare, è Rotwang nel film Metropolis del 1927. Essendo un film muto l' attore Rudolf Klein-Rogge caratterizza il personaggio con estrema teatralità e indimenticabile gestualità (scusate la rima). La morfologia del personaggio finirà per influenzare la creazione di molti degli scienziati dei film successivi; particolarmente palese il riferimento in Doc di Ritorno al Futuro.

Dott. Jeck Griffin, The Invisible Man - 1933

Uno dei miei preferiti è Jeck Griffin, il mitico uomo invisibile, appartenente al filone dei Mostri della Universal. Amo di lui la stravagante ironia e la sua irriverente ribbellione al sistema che non mancherà a trasformarsi in una escalation di incontrollabile cattiveria. Come il Dottor Jekyl è lui stesso oggetto e vittima della sua sperimentazione, cosa che causa in lui un forte contrasto tra la soddisfazione del limite superato e la frustrazione per le ovvie implicazioni personali che ne derivano. Buffone e beffardo: lo amo!


Frankenstein, Frankenstein 1970 - 1958

Tutti, ma proprio tutti i dott. Frankestein del cinema hanno qualcosa di speciale per me, ma ho piacere di soffermarmi su quello interpretato da Boris Karloff (storica creatura di Frankestein della Universal) che finalmente nel 1958 impersona quello che è il vero mostro del romanzo della Shelley: il dott. Frankestein. Questo ruolo poteva essere due cose per Karloff o un riscatto plateale o un patetico fiasco. Dal mio punto di vista rappresenta una pagina vincente della storia del cinema horror.

Emmett Lathrop Brown detto Doc, Ritorno al Futuro - 1985

Impossibile non citare il preferito della mia fanciullezza: Doc. Costruito, come detto su, sull' immagine di Rotwang. Del suo precedessore mantiene la gestualità e la capigliatura da folle, ma guadagna simpatia ed eccentricità grazie alle sue indimenticabili camicie.

Dottor Stranamore - 1964

Volevo giusto citare un paio di pazzi più "discreti", ma dalla follia più sottile e aghiacciante, a cui sono particolarmente legata. Primo fra tutti il dottor Spensser dal film "Il Colosso di New York" che trapianta il cervello del nipote morto in un corpo meccanico, il dottor Génessier il chilurgo plastico che si accanisce morbosamente sulla figlia, orribilmente sfigurata nel film "Occhi senza volto", capolavoro assoluto del cinema horror datato 1960, il dottor Stranamore del film "Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba" personaggio, anche se appartenente alla categoria, assolutamente unico nel suo genere.

Il dottor Thorkel, Zolok, Jekyl, Mabuse... 
chi sono i vostri mad scientist del cinema preferiti?

Le frontiere del Sapere: La Robotica - 1986

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Le frontiere del Sapere: La Robotica - Istituto Luce 1986

Geek Girls: Pauline Anna Strom

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