voglio un film che parli di lui!!!

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Non ho mai amato particolamente i film biografici, ma uno sulla straodinaria vita del genio William James Sidis lo aspetto da anni.

 William James Sidis 1º aprile 1898 - 17 luglio 1944

Il suo QI è più alto mai registrato nella storia 

William James Sidis è stato un bambino prodigio dalle eccellenti doti: a 18 mesi leggeva il New York Times, a 3 anni scriveva a macchina, a 4 anni conosceva il latino, a 5 leggeva Omero in lingua originale, a 8 anni scrisse 4 libri e superò l'abilità del padre in matematica, anch' egli considerato un genio. Si è laureato in letteratura ad Harvard a 16 anni, in ritardo rispetto alla sue potenzialità per volere della facoltà che lo accettò solo dopo il compimento del suo undicesimo anno d'età. Ha tenuto corsi di geometria euclidea, geometria non-euclidea e trigonometria, cattedre che abbandonò a causa dello scarso rispetto dimostratogli dai suoi studenti che non riconoscevano in un ragazzino, una figura autoritaria. Fu anche poliglotta: era capace di imparare una lingua in tre giorni e si dice che ne imparò più di 40.

Il genio alla ricerca della "normalità"

Conclusi i suoi impegni accademici si dedicò all' attivismo politico. Il primo maggio del 1919 venne arrestato durante una manifestazione operaia perchè ritenuto capo della rivolta che sfociò in violenti scontri. In quella occasione si dichiarò non credente e socialista obiettore di coscienza. Venne condannato a 18 mesi di reclusione cosa che il padre, noto e stimato psichiatra non gli perdonò, tanto  che quando fu fuori (Leverett Saltonstall,suo amico di scuola, gli pagò la cauzione) lo sequestrò nel sanatorio che lui stesso gestiva tra continue minacce e restrizioni. È comprensibile a questo punto il suo allontanamento definitivo dalla famiglia che seguì. Si costruì l' esistenza "normale" che desiderava da sempre: coltivò le sue amicizie e divenne un comune impiegato; preferendo l' anonimato all' affermazione profesionale. La "normalità" gli permise di portare avanti i suoi studi in serenità; pubblicava i suoi articoli sotto pseudonimo e condusse privatamente studi sulla storia americana e la cosmologia. Purtroppo la maggior parte dei suoi scritti sono andati perduti; qualcosa è stato rinvenuto a casa di amici dopo la sua morte, ma si stima che sia solo una minima parte della sua opera (che include perfino un romanzo di fantascienza). Il suo libro più importante è "Mondo animato e mondo inanimato" del 1920 dove introduce il concetto di buco nero. È morto all' età di 46 anni per emorragia cerebrale.

Abitare il Mare

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Quando parlo di retro-futurismo faccio riferimento, più che alla corrente artistica contemporanea, all' approccio ottimista e visionario verso il futuro da parte dei progettisti del secolo scorso. Il retro-futurista, come lo vedo io, è colui che è stato in grado di trasformare un incubo scientifico in un sogno fantascientifico. A partire dal dopoguerra gli scenari catastrofici che di volta in volta presenta la scienza vengono affrontati con un ritrovato entusiasmo creativo.


Tra le paure più sentite c' era quella del sovrappopolamento. Negli anni '50 e '60, lontano dalle logiche di Thomas Malthius, l' espansione dei propri orizzonti era considerata la soluzione più plausibile. La "colonizzazione" (istinto antico quanto l' uomo) è la parola chiave; che sia di un pianeta o del centro della terra. Tra le varie, l' idea di abitare il mare è stata largamente dibattuta tanto da fornirci una vasta letteratura sull' argomento.


Architettura

Prima di tutto le città subaque si devono costruire e gli operai in tuta da sub non bastano. Ogni progettista ha proposto la sua idea con il denominatore comune dell' automazione. Robot, megastrutture pneomatiche, metalli a memoria di forma, nuclei abitativi precostruiti per estrusione; le città del mare sbocciaranno in modo quasi naturale. Ha dedicato tutta la sua vita a queste problematiche l'architetto futurista Jacque Fresco.


Incredibile casa in fondo al mare

Un film che tratta l' argomento in modo carino e divertente è "l' Incredibile casa in fondo al mare" del 1969. Questo film commedia di  Jack Arnold, regista celebre per aver diretto "il Mostro della Laguna Nera" nel 1954, può piacere o meno (molti lo hanno vissuto come una sorta di tradimento da parte del regista), ma resta il fatto che rappresenta una simpatica testimonianza di quanto fosse diffusa l' idea che prima o poi avremmo abitato il mare.


Se avete voglia di approfondire vi ho caricato un capitolo del libro 
"Il Mondo del Futuro" di Kenneth K. Goldstein (Rizzoli Editore - 1969).

pic of the week #18

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pausa pranzo - Disneyland, 1961

Unimate: il primo robot industriale

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3 Ottobre 1967 - Unimate foto di Frank Q. Brown, Los Angeles Times

Robot significa lavoro pesante¹, ma in questo blog di robot lavoratori se ne sono visti davvero pochi. Questo perchè molti robot costruiti tra gli anni '30 e '50 sono poco più che dei ragazzoni di latta con i baffi che vanno al mare², fumano sigarette³, ballano e si circondano di belle donne. Nel migliore dei casi li abbiamo visti fingere di lavorare⁴. Quando hanno smesso di essere una brutta copia degli umani e hanno cominciato a rendersi utili?

È il 1961 quando Unimate, un robot inventato da George Devol, viene "assunto" alla General Motors. Come ogni nuovo assunto che si rispetti, ha dovuto prima portare il caffè al capoufficio. via

¹ R.U.R. ² Machanical Man ³ Mechanical WillieMr. Robotham the Great 

Il mistero della ragazza bionda delle locandine

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Avete mai fatto caso che tra gli illustratori del cinema horror/fantascientifico anni '50 impazzava la moda di rappresentare il robot o il mostro di turno con in braccio, stile pietà di Michelangelo, una ragazza bionda vestita di rosa pesca che però puntualmente non compariva nel film? Io sì. Per la mia passione morbosa in questo post mi sono soffermata solo sui film con protagonisti dei robot , ma se cercate in rete la ragazza bionda compare anche in braccio ad alieni, astronauti, gorilla,. insetti giganti e altri mostri...


In Tobor The Great (1953) e Forbidden Planet (1956) ci sono delle donne bionde, ma non somigliano minimamente a quella della locandina e in nessuna scena del film vengono salvate/portate via come nei poster.


In The Day The Earth Stood Still (1951) c'è effettivamente una scena simile, ma "meno rumorosa" di quella reclamizzata nella locandina; poi come al solito la protagonista è completamente diversa.


Seguono la moda "taroccandola" un po' (la ragazza diventa castano/rosso) anche film di infima categoria come Robot Monster (1953). Rocket Tarzan invece è un mistero nel mistero: pare sia un film di fantascienza bollywoodiano di cui non si trova traccia, tanto da far nascere il sospetto che la locandina sia un falso.

Tony Sale & George: l' eterna amicizia tra un uomo e il suo robot

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È una storia di amicizia che ha inizio nel 1948 quando un diciasettenne britannico di nome Tony Sale costruisce un robot che chiamerà George. Il ragazzo con orgoglio esibisce il suo nuovo amico di latta, dimostrando ad amici e parenti tutto quello che è capace di fare. La bizzarra coppia di amici riceve molta attenzione dai media da cui deriva una certa popolarità.


In seguito il giovane Tony, con dei rottami di un aereo bombardiere precipitato, fa "crescere" il suo robot, fino a farlo diventare alto quanto lui (circa 1,80m). Negli anni '60 per impegni di lavoro (Tony intanto è diventato un Ingegnere e Ufficiale dell' Areonautica Britannica) è costretto, a suo malgrado, a lasciare George a riposo nel suo garage.


Nel 2010, dopo ben 45 anni, l 'ormai settantenne Tony torna a prendere il suo amico meccanico. Cosa ha provato l' ex Ufficiale Sale nel rivedere gli occhi di George nuovamente accesi lo racconta così: "Ho messo un po' d' olio ai cuscinetti e aggiunto un paio di nuove batterie al litio, l' ho acceso ed è partito. Fu un momento delizioso!"


Quasi come se quella di riattivare George fosse un' ultima promessa da rispettare, l'anno dopo - Il 28 agosto 2011 - Edgar Anthony Sale muore. Il suo contributo come ingegnere (membro della FBCS) e storico dell' informatica è stato enorme. L' Ufficiale Sale è ricordato da tutti gli appasionati di informatica per aver guidato nel 2006 la costruzione di una replica di Colossus per Il Museo Nazionale di Informatica di Bletchley Park.

  
 
adesso George "vive"insieme a Colossus a Bletchley Park

per saperne di più cyberneticzoo.com

Brigitte Bardot ♥ Paco Rabanne

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Brigitte Bardot ♥ Paco Rabanne

pic of the week #17

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Se avessi una macchina del tempo.... Speciale Teatro

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Quante volte avete sognato di avere una macchina del tempo? Io spesso, tanto da immaginare addirittura un eventuale itinerario. Ci sono eventi storici irripetibili e atmosfere passate che varrebbe la pena vivere. Ho talmente tante idee al riguardo che ho pensato sarebbe stato carino raccoglierle tutte in questa nuova rubrica del blog che si chiamerà per l' appunto: "Se avessi una macchina del tempo...". Ho scelto di dividere i miei fanta-itinerari per categorie tematiche; oggi sarà la volta del teatro perchè da sempre percepisco lo spettacolo teatrale come qualcosa di unico e irripetibile. Cominciamo quindi questo viaggio insieme, da bravi ed ininfluenti spettatori per non generare paradossi spazio-temporali.

I 3 spettacoli teatrali che non mi perderei

R.U.R. Rossum's Universal Robots - 1920

Prima fermata, obbligata dal cuore, al 12 Dicembre del 1949 teatro Mercandante a Napoli per assistere alla prima de "La Grande Magia" di Eduardo de Filippo. Per una serie di ragioni ammetto che non è la sua miglior commedia, ma per una più vasta serie di ragioni occupa un posto speciale nel mio cuore. In questa commedia Eduardo, senza l'appoggio del fratello Peppino - e manco mio ma va be' -, abbandona il dialetto e si immerge in un esperimento di meta-teatro d' ispirazione pirandelliana assolutamente rivoluzionario! Questa commedia mi ha spiegato molto del modo in cui percepiamo gli eventi della nostra vita: la sottile differenza tra quello che ci accade e quello che vogliamo credere sia accaduto. Se volete leggere la trama la trovate su wikipedia, se vi incuriosisce vedetela (versione televisiva 1964).

Per la seconda fermata andiamo indietro al 1920 per assistere al dramma di Karel Čapek: "R.U.R. Rossumovi univerzální roboti". Qualche anno fa ho letto i tre gli atti che compongono il dramma ed è stato subito immenso e travolgente amore. Ho cercato d' immaginarmi la gestualità degli attori che per la prima volta hanno interpretato dei robot¹ sul palcoscenico. [link]

 
Tytyl e Mytyl e La Strega in L'Oiseau bleu -1908

Ultima fermata, ma non meno importante: 30 Settembre 1908 Teatro d'Arte di Mosca per goderci la prima de "L'Oiseau bleu" del belga Maurice Maeterlinck. L' Uccellino Azzurro è una fiaba che ha per protagonisti due fratellini poverelli, Tytyl e Mytyl che, incaricati dalla fata Berylune, partono per un viaggio surreale dove incontreranno delle figure allegoriche alquanto bizzarre: un Cane, un Gatto, lo Zucchero, il Pane, la Luce e il Fuoco (i costumi sono davvero stupendi!). Lo scopo è trovare l' Uccellino Azzurro: simbolo che nell'arte ritorna spesso e acquista vari significati sempre positivi.

A tal proposito - perdonate l' ignoranza - colgo l' occassione per domandarvi una cosa che non ho mai capito: questa fiaba, le opere di Jean Metzinger, la poesia di Bukowski ecc.. intitolate l' Uccellino Azzurro fanno tutte riferimento a Madame d'Aulnoy o c'è qualcosa di antecedente che non conosco?

Voi invece cosa proponete? In quale teatro e in quale anno si va?

NOTE
¹ il termine robot venne coniato proprio in questa occasione 

Haus-Rucker-Co ♥

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Haus Rucker Co è un gruppo viennese fondato nel 1967 composto da Laurids Ortner, Günther Zamp Kelp, Klaus Pinter e successivamente da Manfred Ortner. Le loro istallazioni sono tra le più affascinanti della space-age (per me ovvio). Il gruppo ha esplorato lo spazio architettonico attraverso l' utilizzo di strutture pneumatiche o dispositivi protesici che alterano la percezione dello spazio. Oltre la ricerca estetica ha svolto un ruolo fondamentale la loro curiosità in campo tecnologico.


Lo scopo del gruppo era quello di coinvolgere gli spettatori, trasformandoli in protagonisti di esperimenti cognitivo-sensoriali. Oasi Urbane artificiali, strumenti per l' alterazione cognitiva, maschere e elmetti con lenti deformanti, questo ed altro per esaltare il proprio punto di vista dei cittadini su un mondo che si evolve; ma anche per prendersi un' alienante pausa dal tran tran quotidiano. 


per saperne di più Nostalgia for the Futures

Dispositivi Misteriosi: Aspirapensieri o Rubaidee?

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non lasciatevi condizionare dal titolo io so solo che è del 1935.
Date sfogo alla fantasia e provate a indovinare cos'è?

Le origini del cinema 3D

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È diffusa tra i giovanissimi l' assurda convinzione che il cinema 3D sia un' invenzione recente; in realtà le origini di questa tecnica sono antiche quasi più del cinema stesso. I primi dispositivi per la visualizzazione di immagini stereoscopiche risalgono alla seconda metà dell' Ottocento (es. stereofantascopio).

 
Teatro Ottico - Charles-Émile Reynaud 1888

1907 - Stereocinema
Charles-Émile Reynaud è un personaggio interessante perchè non solo è stato un precursore del cinema 3D, nel 1907 con lo Stereocinema; si deve a lui anche la nascita del Cinema d' Animazione. Nel 1892 (3 anni prima del "L''Arrivée d'un train en gare de La Ciotat" !) si tenne il primo spettacolo di immagini animate e proiettate in pubblico, chiamato all' epoca Pantomima Luminosa o Fotopittura Animata. Charles Émile Reynaud inventa un dispositivo ottico che che permette di ammirare una seguenza di immagini animata in 3D unendo il prassinoscopio allo stereoscopio.

Teleview - Hammond & Cassidy 1922

1922 - Teleview

Teleview è la prima forma di cinema 3D più simile a quello che conosciamo oggi, soprattutto per la necessità degli speciali occhialetti. Il sistema, il primo che utilizzava la sequenza di immagini alternate, fu brevettato da Laurens Hammond, più famoso per il suo mitico e omonimo organetto, e William F. Cassidy. Il 27 Dicembre del 1922 venne proiettato al Sewlyn Theatre di New York il primo film di fantascienza tridimensionale: The Man From M.A.R.S. Nonostante l' incredibile successo della proiezione non si continuò ad utilizzare il Teleview.
La parte interessante della storia arriva più tardi soprattutto gli anni '50, ma purtroppo ho poco tempo da dedicare al blog quindi spezzetto il post. Intanto godevi la gallery dedicata a The Man From M.A.R.S.

continua... 
prometto ^^ 

pic of the week #16

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Osamu Tezuka

nuovo demotivational

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Hey Robot, dammi il solito!

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Qualche giorno fa ho letto di un Robot che durante la settimana del design a Milano si è dato da fare a preparare cocktail. Makr Shakr, questo il nome del barman robotico, è frutto di un progetto di Carlo Ratti direttore del l MIT Senseable City Lab. L' istallazione, da quello che ho visto, è stata senza dubbio carina: un modo come un altro per dimostrare i progressi dell' automazione in modo leggero. L' idea per quanto bizzarra non è nuova, infatti nel 1933 a New York un Barman robotico faceva la sua dimostrazione shakerando cocktail. Makr è sicuramente più sciolto nei movimenti, ma cedo facilmente al fascino di un robot di altri tempi con indosso una camicia ♥

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Lasciatevi emozionare da un IBM 704 e la sua canzoncina

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La prima volta che vidi 2001 Odissea nello Spazio in VHS avevo circa 17 anni. I miei amici si addormentarono dopo i primi 10 minuti, mentre a me coinvolse tantissimo! La scena in cui HAL 9000 viene disattivato mi emozionò quasi alla commozione  « La mia mente sta svanendo. Non c'è alcun dubbio. Lo sento. Lo sento. Lo sento. Ho paura. » Fu straziante il suo delirio - più umano di un umano - mentre cantava agonizzante Giro Giro Tondo. Solo qualche anno più tardi ho scoperto che in lingua originale HAL cantava Daisy Bell , una canzoncina popolare di fine '800. La scelta di Daisy Bell da parte di Arthur C. Clarke (autore dell romanzo 2001 Odissea nello Spazio) non fu per nulla casuale. Nel 1962 si trovava presso i Bell Labs per assistere a una delle dimostrazioni più "tenere" della storia dell'informatica: un IBM 704 che intona una dolce filastrocca grazie ad un vocoder programmato da John L. Kelly. Immagino Clarke, spettatore di quel piccolo miracolo tecnologico: un grosso computer che canta una canzoncina come un bambino alla sua prima recita scolastica. Nella mente di Clarke HAL 9000 è quel bambino che ormai cresciuto e giunto drammaticamente alla sua fine intona la filastrocca della sua innocenza. Provate ad ascoltare senza emozionarvi:


Daisy, Daisy, give me your answer do I'm half crazy all for the love of you It won't be a stylish marriage I can't afford a carriage But you'll look sweet upon the seat Of a bicycle built for two
Io da quando conosco come sono andate le cose trovo sia stata un' inutile violenza tradurre Daisy Bell con Giro Giro Tondo! Voi cosa ne pensate?