Alice: allucinazioni vittoriane sul grande schermo - 1° parte

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"Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie" (Lewis Carroll - 1865) è un' opera letteraria complessa che facilmente si presta a innumerevoli chiavi di lettura. Dalla ribellione verso il proibizionismo vittoriano alle allucinazioni da L.S.D. su questo libro si è detto tutto e il contrario di tutto, ma più superficialmente la storia di Alice è una bella galleria di immagini; un fantastico sogno che ha ispirato da sempre il mondo del cinema.


Illustrazione originale di John Tenniel

1903

Risale al 1903 la prima trasposizione cinematografica de "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie". Il cortometraggio, degli inglesi Cecil M. Hepworth e Percy Stow, è un piccola gemma nella storia del cinema. Dura appena 8 min che bastano a raccontare la storia nei suoi tratti salienti, con una particolare attenzione agli effetti speciali, notevoli per l'epoca. Fa tenerezza la parata delle carte; tutte interpretate da bambini.


1910

Fu la Edison Manufacturing Company a produrre e Edwin S. Porter a dirigere il secondo film. Era il 1910 e il ruolo di Alice fu assegnato alla bambina prodigio Gladys Hulette. Dura 10 min in cui Alice per seguire il Bianconiglio precipita nel Regno del Sottomondo dove la crudele Regina Rossa governa un popolo di personaggi bizzarri.


1915

Il 1915 è l' anno del primo lungometraggio, in quasi un' ora di pellicola racconta un mondo tanto fantastico quanto grottesco, severo e ammonitore. L' educazione proibizionista impartita ad Alice la tormenta e la confonde nel profondo. Lo spunto interessante sta nelle primissime scene: Alice prima di addormentarsi incontra e accarezza un coniglio e un gatto che poi rivedrà in sogno.


Il regista W.W. Young interpreta il sogno di Alice come una deformazione inconscia del suo vissuto quotidiano. Le paure e la confusione di una bambina che sta crescendo prendono vita. I costumi sono spaventosi.Gli attori nonostante indossino delle maschere ingombranti mostrano una raffinata attenzione alle movenze che caratterizzano i personaggi. Alice è interpretata da Viola Savoy.


1931

Se ogni periodo ha la sua Alice, Ruth Gilbert è perfetta nel rappresentare gli anni '30 - molto più di Charlotte Henr -È talmente esasperata nella mimica da risultare quasi volgare in alcuni passaggi. Lo ammetto: è la mia Alice preferita, la amo perchè è una spavalda principiante in una produzione low-budget!


Girato a Fort Lee nel New Jersey è il primo "Alice in wonderland" parlato. Vanta anche di essere la pellicola ispirata al romanzo di Carroll più fedele al testo originale; probabilmente perchè la Fort Lee Studios Metropolitan (la società che lo ha prodotto) aveva pianificato una distribuzione didattica.


In questo film è presente la scena del maiale - solitamente tralasciata Video ►

continua...

pic of the week #13

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Pier Cardin: crononauta dello stile

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Lo stilista che meglio rappresenta l'avanguardia è Pierre Cardin. Come altri suoi colleghi vive l'era spaziale e ne resta impressionato. A differenza di Pucci e Gernreich, Cardin ci si immerge totalmente; esplora il futuro, lo vive e infine lo racconta in passerella. La sua non è solo una scelta estetica, è il bisogno di condividere una visione. Disegna il futuro con tutte le sue nuove abitudini e dopo lo veste. Cardin spesso ignora totalmente l'anatomia femminile per aprire le nostre menti ad un nuovo gusto, alieno, pur mantenendo alcuni tratti classici della tradizione sartoriale.


La sua è una ricerca così colta da risultare credibile, nel senso che i suoi tailleur sembrano davvero dei sopravvissuti, mutati dal tempo, riconoscibili (solo grazie a pochi tratti essenziali) a quelli dell' ormai lontana Coco Chanel. Molto più di Paco Rabanne, Cardin è stato un precursore: con lui nascono gli abiti unisex, i tessuti tecnici e la grande distribuzione. Quest' ultima a mio parere rappresenta la vera rivoluzione; lui la racconta così: «Ho chiesto a me stesso: perchè solo i ricchi possono accedere alla moda esclusiva? Perchè non possono farlo anche l'uomo o la donna della strada? Io potevo cambiare questa regola. E l'ho fatto.»


Cardin recupera il vero significato di design, che ha alla base l' accessibilità, in modo da renderci partecipi del suo sogno futurista. Trovo il futuro che Pierre Cardin ci ha proposto rassicurante ed esaltante. Mi emoziona.

Per vedere altre immagini visitate la gallery.

Dalì: inventore in utero

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Nel 1959 Salvador Dalì presentò a Parigi una sua bizzarra invenzione: l' ovocipede. Pare sia stato ispirato dalla vita intrauterina e condizionato dall' estetica tipica della space-age. Ammetto che non ne sapevo niente di "Dalì inventore", ma non mi ha sorpreso vederlo in una palla trasparente con addosso una tuta dorata.

1984 - Nel 2000 non sorge il sole

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the big brother is watching you
War is peace. Freedom is slavery.Ignorance is strength.
Ieri sera ho visto "Nel 2000 non sorge il sole" (1956) ovvero il primo adattamento cinematografico del distopico romanzo "1984", scritto da George Orwell nel 1948. Quando lessi il libro ero giovanissima, ma ricordo ancora il senso di impotenza che mi lasciò dentro e vedere il film ora, in questo contesto socio-politico, mi ha turbato anche di più.

«La menzogna diventa realtà e passa alla storia.»