Klaus Schulze: The Dark Side of the Moog

Con Klaus Schulze non è stato amore a prima vista o meglio detestavo il suo sound new age/gotico/proto-ambient con influenze etniche: troppo cupo, troppo ossessivo, troppo bleah. Adesso l' ho riscoperto ed ho perfino maturato una profonda passione per lui o per parte di lui. La stragrande parte della sua produzione continua a non piacermi, ma quando esplora le atmosfere fantascientifiche mi cattura.


Amo il suo spirito sinfonico, la sua eccentricità, la sua cultura, ma è tedesco e come tale privo di gusto, cosa che poco importa quando fa krautrock. Quando suoni il Moog e fai musica cosmica non serve buon gusto, bisogna essere ridondanti.


ll titolo del post fa riferimento ad un suo progetto del 1994, una collaborazione con Pete Namlook, che si intitola per l' appunto The Dark Side of the Moog ; la definizione è appropriata perchè è tetro, affascinante, ma tetro.

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