Abitare il Mare

Quando parlo di retro-futurismo faccio riferimento, più che alla corrente artistica contemporanea, all' approccio ottimista e visionario verso il futuro da parte dei progettisti del secolo scorso. Il retro-futurista, come lo vedo io, è colui che è stato in grado di trasformare un incubo scientifico in un sogno fantascientifico. A partire dal dopoguerra gli scenari catastrofici che di volta in volta presenta la scienza vengono affrontati con un ritrovato entusiasmo creativo.


Tra le paure più sentite c' era quella del sovrappopolamento. Negli anni '50 e '60, lontano dalle logiche di Thomas Malthius, l' espansione dei propri orizzonti era considerata la soluzione più plausibile. La "colonizzazione" (istinto antico quanto l' uomo) è la parola chiave; che sia di un pianeta o del centro della terra. Tra le varie, l' idea di abitare il mare è stata largamente dibattuta tanto da fornirci una vasta letteratura sull' argomento.


Architettura

Prima di tutto le città subaque si devono costruire e gli operai in tuta da sub non bastano. Ogni progettista ha proposto la sua idea con il denominatore comune dell' automazione. Robot, megastrutture pneomatiche, metalli a memoria di forma, nuclei abitativi precostruiti per estrusione; le città del mare sbocciaranno in modo quasi naturale. Ha dedicato tutta la sua vita a queste problematiche l'architetto futurista Jacque Fresco.


Incredibile casa in fondo al mare

Un film che tratta l' argomento in modo carino e divertente è "l' Incredibile casa in fondo al mare" del 1969. Questo film commedia di  Jack Arnold, regista celebre per aver diretto "il Mostro della Laguna Nera" nel 1954, può piacere o meno (molti lo hanno vissuto come una sorta di tradimento da parte del regista), ma resta il fatto che rappresenta una simpatica testimonianza di quanto fosse diffusa l' idea che prima o poi avremmo abitato il mare.


Se avete voglia di approfondire vi ho caricato un capitolo del libro 
"Il Mondo del Futuro" di Kenneth K. Goldstein (Rizzoli Editore - 1969).