STORIE DAL FUTURO PASSATO



Pier Cardin: crononauta dello stile


Lo stilista che meglio rappresenta l'avanguardia è Pierre Cardin. Come altri suoi colleghi vive l'era spaziale e ne resta impressionato. A differenza di Pucci e Gernreich, Cardin ci si immerge totalmente; esplora il futuro, lo vive e infine lo racconta in passerella. La sua non è solo una scelta estetica, è il bisogno di condividere una visione. Disegna il futuro con tutte le sue nuove abitudini e dopo lo veste. Cardin spesso ignora totalmente l'anatomia femminile per aprire le nostre menti ad un nuovo gusto, alieno, pur mantenendo alcuni tratti classici della tradizione sartoriale.


La sua è una ricerca così colta da risultare credibile, nel senso che i suoi tailleur sembrano davvero dei sopravvissuti, mutati dal tempo, riconoscibili (solo grazie a pochi tratti essenziali) a quelli dell' ormai lontana Coco Chanel. Molto più di Paco Rabanne, Cardin è stato un precursore: con lui nascono gli abiti unisex, i tessuti tecnici e la grande distribuzione. Quest' ultima a mio parere rappresenta la vera rivoluzione; lui la racconta così: «Ho chiesto a me stesso: perchè solo i ricchi possono accedere alla moda esclusiva? Perchè non possono farlo anche l'uomo o la donna della strada? Io potevo cambiare questa regola. E l'ho fatto.»


Cardin recupera il vero significato di design, che ha alla base l' accessibilità, in modo da renderci partecipi del suo sogno futurista. Trovo il futuro che Pierre Cardin ci ha proposto rassicurante ed esaltante. Mi emoziona.

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« Più conosco gli uomini più amo i robot! »