Le TV piccine piccine di Hugo Gernsback e Clive Sinclair

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TVglasses Hugo Gernsback 1963 - Clive Sinclair MiniTelevision 1966

Stavo facendo una ricerca sulle invenzioni più pazze e più inutili del passato e mi è immediatamente venuta in mente questa galleria pubblicata dalla celebre rivista LIFE: 30 dumb inventions. La maggior parte delle invenzioni sono il frutto di una progettazione amatoriale di sconosciuti inventori improvvisati. Capita però di incontrare, in questo minestrone di brevetti, dei nomi illustri come Hugo Gernsback e Clive Sinclair.

Hugo Gernsback, inventore dei mirabolanti TVglasses, è già noto ai geek per essere l'editore della rivista di fantascienza Amazing Stories, da lui stesso creata nel 1926. E' considerato il papà della fantascienza ed è in suo onore che viene assegnato il premio Hugo.

Sir Clive Sinclair è celebre per il suo lavoro nel campo dell' home computing (se non sapevate chi fosse a questo punto il cognome dovrebbe dirvi qualcosa). La società da lui fondata nel 1961, la Sinclair Research Ltd, vanta numerosi traguardi tecnologici e successi commerciali, ma anche qualche flop come il triciclo elettrico Sinclair C5.

« Inventare è una sfida e io amo sviluppare una idea nuova e vedere che ha successo. Questo infatti vuol dire che la gente l'ha apprezzata, il che è molto gratificante.»

Sir Clive Sinclair

Anatole!

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Rivista Tout Savoir - anteprima clicca per ingrandire  (click to enlarge)

Anatole è un robot radiocomandato, dal nome che evoca il rhythm changes, costruito dal francese Jean Dusailly nel 1954. Secondo la rivista Tout Savoir [luglio 1954] Anatole può spostare la testa a destra e a sinistra, muovere le sue braccia e rispondere a dieci comandi. Il robot, denominato anche Marsulus, pesava 140 kg ed era alto 2 metri e 10 cm. Sono disponibili dei video che ritraggono Anatole in azione nell' archivio storico LUCE: video1° ► | video2° ► per saperne di più: cyberneticzoo

Scontri stellari oltre la terza dimensione

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Recentemente facendo zapping ho beccato uno strano film di fantascienza, catturata dalla presenza di un giovanissimo David Hasselhoff , ho iniziato a seguirlo, ma non ci ho capito niente! Mi ero persa l' inizio e quindi per testare il mio Q.I. ho deciso di rivederlo. Bè non ci ho capito niente di nuovo, ma mi sono fatta un sacco di risate. Scontri stellari oltre la terza dimensione (Star Crash) è un' accozzaglia di riferimenti alla fantascienza ufficiale da Star Trek a Star Wars, passando per Barbarella e Flesh Gordon.

Tra una trama incomprensibile, effetti speciali agghiaccianti, interpretazioni penose, palesi scopiazzature e scontri imbarazzanti, spicca una colonna sonora fantastica! Nonostante tutto lo preferisco ad Avatar.

Geek Girls: Amelia Earhart

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Amelia Earhart
aviatrice statunitenze
Atchinson, 24 lug 1897 – Oceano Pacifico, 2 lug 1937





nel 1921 stabilisce il suo 1° record femminile
   raggiungendo un'altitudine di 14.000 piedi
nel 1932 è la prima donna a sorvolare l' Atlantico
nel 1937 muore tentando un nuovo record
   voleva essere la prima donna a fare il giro del mondo in volo, le mancavano
   solo 7.000 miglia videoclip ►



Mi ha sempre incuriosito tantissimo la storia di Amelia Earhart, non solo per il mistero legato alla sua morte, ma per il suo sguardo... Ricordo ancora la prima volta che vidi una sua foto, ne rimasi perdutamente affascinata. Ha tutto il coraggio che io non ho e che le ha permesso di essere talmente libera da diventare lei stessa icona di libertà.


«Il modo più efficace di fare qualcosa è... farlo!»
Amalia a 10 anni, durante una gita, sorvolò Los Angeles a bordo di un biplano, l' esperienza la segnò per sempre. E' una giovane infermiera quando, all' età di 23 anni, inizia a prendere lezioni di volo. Nel 1922, grazie all' aiuto della mamma e della sorella, riesce a comprarsi il suo primo biplano. Nel 1928 viene scelta dal suo futuro marito, l' editore George Palmer Putnam, per essere la prima donna a compiere un volo transoceanico. Il volo sarà un successo seguito dal libro 20 Hours - 40 Minutes che donerà prestigio ad entrambi, che nel 1931 si uniranno in matrimonio. L' anno seguente Amalia sorvolare di nuovo l' Atlantico, questa volta in solitaria (la prima volta volò il con meccanico Lou Gordon e il pilota Wilmer Stults).


Amelia diviene un' eroina americana, simbolo di libertà, coraggio ed eleganza. Disegna una sua linea di moda per le donne aviatrici, è il volto di molti sponsor, incoraggia l'aviazione femminile e la rivista Vogue le dedica un reportage. I successi si susseguono, ma Amalia non si adagia sugli allori e nel 1935 è la prima donna pilota a sorvolare il Pacifico in solitaria. Nel 1937 tenta di realizzare il suo più grande sogno: compiere il giro del mondo in volo. Accompagnata dal copilota Frederick Noonan, scomparirà il 2 luglio del 1937 a pochi miglia dalla fine dell 'impresa. La sua scomparsa ha alimentato numerose speculazioni perchè non fu mai ritrovato ne il corpo ne il veivolo. Ci sono varie teorie sulla sua scomparsa, tra cui una che la vuole prigioniera dei giapponesi perchè coinvolta in azioni di spionaggio.

Amelia Earhart e Star Trek
Amelia Earhart è un personaggio molto importante nella cultura pop americana, è stata citata in sit-com di successo come Friends e in film come Una Pallottola Spuntata 33 1/3, Il Corvo e Una Notte al Museo 2. Nel 1995 Sharon Lawrence veste i panni dell' aviatrice americana in Star Trek: Voyager, nella serie Amalia fu rapita dagli extraterrestri nel 1937 (data della sua scomparsa) e sopravvissuta fino al 2371 (data nella serie). Per saperne di più MemoryAlpha. In Star Trek: The Next Generation è a lei dedicata il nome della base stellare Earhart. In un episodio della serie Star Trek: Enterprise Travis Mayweather, parlando di alcuni casi irrisolti del passato del Pianeta Terra, cita la Earhart, che compare anche nella sigla della stessa serie, mentre sale sul suo biplano videoclip ►

  
Sharon Lawrence interpreta Amelia Earhart in Star Trek - 1995

"Amelia" Il Film Biografia
Nel 2009 la regista indiana Mira Nair ha diretto il film basato sulla vita di Amelia Earhart, interpretata da Hilary Swank. Come tutti i film biografici, Amelia è interessante, ma non eccezionale. Nei panni del marito George Putnam troviamo l'attore Richard Gere e devo dire che è l'unico film con Gere che ho visto fino alla fine (facendo eccezione per American Gigolò, che ho visto solo per la colonna sonora di Giorgio Moroder)
Per saperne di più Amelia Earhart sito ufficiale | wikipedia | psicolinea | biografieonline

Betty Boop e la modernità

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Questa è un' integrazione del post: CARTOON anni '30-'40 : arrivano i robot!. Ma come ho fatto a dimenticarmi proprio di lei? La mitica flapper dei cartoon nata negli anni '30 dal genio dei fratelli Fleischer, la sexy e autoironica Betty Boop, diva jazz e simbolo della modernità, che ha raccontato la sua epoca tra tondeggianti animali parlanti e sorrisi ammiccanti. Non potevano mancare tra le sue avventure un amico travestito da robot e una rassegna tecnologica ricca di pazze invenzioni. Adorabile incontro tra sensualità e tecnologia per un disegno di donna che si riconferma oggi icona di femminilità.


Nel player: "Bimbo in the Robot" (1932) - "Betty Boop's crazy inventions" (1933)

The Vanishing Shadow

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Quante volte ho pubblicato questa coppia di immagini? Tante! Ci sono affezionatissima e la seconda foto è perfino il mio avatar su Tumblr. Morivo dalla curiosità di sapere dove e quando sono state scattate... Ho sempre sospettato che si trattassero di scatti relativi a un film di fantascienza anni '30 e mi sbagliavo di poco, perchè The Vanishing Shadow non è un film, ma un serial di 12 episodi del 1934.

foto scattata sul set di The Vanishing Shadow - 1934

Non ho ancora visto tutti gli episodi, quindi non posso raccontarvi la trama, se volete saperne di più,  c'è una scheda disponibile su FantaFilm (quanto amo questo sito! ). Certo avrei dovuto approfondire prima di pubblicare il post, ma non ho resistito, sono troppo esaltata! Erano anni che cercavo informazioni su quelle foto :-)


Non ne sono certa, ma pare che il robot non appaia prima di questo episodio. 
Per visionare la serie completa visitate goldenclassictv.

Sex-Bot & Sexy-Fembot

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Ho ossevato che nell' iconografia (di un certo tipo) di fantascienza retrò i sex-bot e le sexy-fembot sono sempre rappresentati con delle sostanziali differenze:


rudi, audaci, autonomi, competitivi e addirittura violenti i sex-bot


mute, imbambolate e programmate dal proprio uomo le sexy-fembot

Altra costante differenza sta nel grado di antropomorfismo nei due generi; dove il robot-maschio è solo una macchina - metallica e senza lineamenti - la fembot è una bambolona dalle caratteristiche morfologiche realisticamente umanoidi.

Generazione Elettronica

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Il tempo delle macchine ormai è qui, la macchina del tempo poi ti porterà
se il futuro ti spaventa non puoi più farci niente ormai è qui. testo | videoclip ►

(Computer Capriccio - Alberto Camerini 1983)

alle donne piacciono... i Dalek

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In principio era Katy Manning
Tutto ebbe inizio con questo servizio fotografico di Katy Manning pubblicato da Girl Illustrated Magazine nel 1977 [ vedi cover ]. La Manning dal 1971-1973 ha interpretato Jo Grant nella serie Doctor Who.

 

Katy Manning - foto da Girl Illustrated Magazine - 1977 (click to enlarge)

Chi sono i Dalek?
E' giusto ricordarlo per chi non conosce la mitica (e longeva come nessuna) serie fantascientifica Doctor Who. I Dalek, creati da Davros, sono cattivissimi alieni-mutanti-cyborg che vogliono conquistare l' universo. Caratteristico il loro "motto": «STER-MI-NA-RE!» detto con un' inconfondibile voce sintetica videoclip ►


anteprima - clicca per ingrandire (click to enlarge)

Kylie Minogue
Il 25 dicembre del 2007 è andato in onda per la prima volta uno speciale natalizio di Doctor Who, dove, nei panni di Astrid Peth, recitò Kylie Minogue. Ecco il servizio fotografico relativo all' evento.

 

Kylie Minogue - Voyage Of The Damned (click to enlarge)

Rapite dai Dalek...
Con queste premesse non era difficile immaginare che i Dalek sarebbero diventati co-protagonisti di un film porno. Nel 2005 esce nel Regno Unito Abducted By The Daleks (rapite dai Daleks), una pellicola porno dalle scarse pretese narrative: due ragazze rapite dai Dalek si trovano, non si sa come e ne il perchè, nude. [ leggi articolo]


Adesso sono tantissime le immagini che si trovano in rete che ritraggono i cattivissimi Dalek con avvenenti signorine, qui ho scelto di pubblicare le meno scabrose.

Il Colosso di New York

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Il Colosso di New York (The Colossus of New York) è un film di fantascienza diretto da Eugène Lourie nel 1958. E' un film drammatico, oltre che fantascientifico, dalla trama straordinariamente commovente e l' estetica monumentale, rigorosa ed elegante. La colonna sonora, una partitura per pianoforte composta da Van Cleave, minimale ed ossessiva, è molto nota al grande pubblico americano; come il tema di Profondo Rosso qui in Italia. La storia di Jeremy Spensser occupa un posto speciale nel mio cuore.

 

Jeremy Spensser, un brillante rampollo di una famiglia di scienziati e filantropi, viene ucciso in un incidente automobilistico. Muore alla vigilia della consegna del premio Nobel per la pace, lasciando la giovane moglie e il figlioletto Herbert. Il padre di Jeremy, William Spensser, noto chirurgo neurologo, è angosciato per la prematura morte del figlio e non ci sta ad accettarla passivamente e trova un modo per riportarlo in vita. La soluzione è impiantare il cervello di Jeremy in un corpo robotico. Convince il fratello di Jeremy, Henry, ad assisterlo  in segreto nel delicato intervento. Nonostante qualche complicazione, i due hanno successo, ma quando Jeremy prende coscienza della sua condizione perde il controllo e si scaglia con furia distruttiva verso la città di New York. Solo il figlio Herbert riuscirà a calmarlo e (qui piango) il Colosso gli chiederà di essere distrutto.


Mi è piaciuta moltissimo la descrizione del Colosso data dal sito Fantafilm:
Pezzo forte del film è il singolare robot gigante che riecheggia gli stilizzati, gelidi, essenziali automi dell'espressionismo tedesco. Corporatura statuaria, occhi che sprigionano raggi letali e mantello, fanno del robot - prima abitacolo di un cervello geniale, poi cieca macchina devastatrice - un protagonista memorabile di una vicenda, per altri versi prevedibile, che attinge al romanzo di Siodmak "Donovan's Brain" e al mito di "Frankenstein".

Mr. Magnetron

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24 Marzo 1954 - foto by Hulton Archive/Getty Images | info: cyberneticzoo

Gygan: dall' Italia con furore

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Se gli italiani hanno la fama di essere dei conquistatori, i robot italiani non sono da meno. Gygan è stato costruito nel 1957 da Piero Fiorito e ha partecipato a numerose rassegne ed esposizioni sempre al fianco di graziose fanciulle; lo testimoniano i video disponibili on-line nell'archivio dell' Istituto Luce (video 1, video2, video3, video4)

per saperne di più cyberneticzoo.com e davidbuckley.net

Il mio film d' amore preferito: L' Uomo Bicentenario ♥

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Non amo i film d'amore, ma L'Uomo Bicentenario (che non è nemmeno considerato tale) è l'unico film romantico che mi ha emozionato fino alle lacrime. Ispirato all' anonimo romanzo di Isaac Asimov e Robert Silverberg è stato girato nel 1999 da Chris Columbus. E' la storia di un robot antropomorfo, Andrew, interpretato da Robin Williams, acquistato dalla famiglia Martin come aiutante domestico. Il robot viene accolto con molta diffienza da parte delle donne di casa, fatta eccezione per "piccola miss" che invece instaura con la macchina un rapporto speciale. Martin dimostra di possedere creatività e attitudine al lavoro artigianale, attività che gli consentirà di accumulare un proprio capitale.


La creatività non è l'unica caratteristica di Andrew a sorprendere la famiglia Martin, infatti il robot, contrariamente alla sua natura meccatronica, dimostra di provare curiosità e sentimenti che, dopo più di decennio di passati a servizio della famiglia, lo porteranno a chiedere di non essere più considerato una proprietà. L'autonomia gli verrà subito concessa dal sig. Martin che da sempre ha visto in Andrew qualcosa di più di un elettrodomestico. Andrew comincia un lungo viaggio alla ricerca di altri robot della stessa serie (NDR-114) prodotti dalla U.S. Robots and Mechanical Men. Dopo vent'anni di ricerche trova Galatea, una fembot alle dipendenze del ricercatore Rupert Burns.


Andrew resta molto deluso da Galatea, ma si interessa alla pioneristica e audace ricerca di Burns che mira a sostituire i componenti robotici in materiale organico e quindi di trasformare i robot in umani. Andrew decide di finanziare la ricerca di Burns con i soldi accumulati con il suo lavoro di artigiano. Il robot si sottopone ad una serie di interventi che via via gli donano un aspetto sempre più umano. Non resta che tornare a casa Martin per stupirli ancora, ma al suo arrivo a casa il robot, o meglio il cyborg, si rende conto improvvisamente del tempo che è passato.


Piccola Miss è ormai un'anziana signora, che da lì a poco morirà di vecchiaia. Andrew conosce Porzia, nipote di Piccola Miss ed adesso è con lei che instaura un rapporto magico, che piano piano si trasformerà in vero amore. Andrew continua a sottoporsi agli interventi fino a diventare un essere umano a cui manca solo il sangue che causerebbe il deterioramento dei suoi tessuti... La vicenda di Andrew e Porzia è in assoluto una delle più belle storie d'amore mai raccontate al cinema.

«Per seguire il proprio cuore, 
uno deve fare la cosa sbagliata.»  

Andrew Martin (Robot)

Happy Valentine's Day

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Buon San Valentino a tutti tra fantascienza e supereroi da Retro Geek Girl

Kiss Me Robot ♥

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1951 - Motor Show Paris | per saperne di più cyberneticzoo

Things to Come - La Vita Futura (1936)

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Think to Come è un film di fantascienza del 1936 tratto dal romanzo The Shape of Things to Come di H. G. Wells, che supervisionò il film. La storia è ambientata in una città immaginaria, Everytown, in un periodo storico che va dal 1936 al 2036, in questo intervallo colloca un' ipotetica seconda guerra mondiale (1940). E' in questo modo rappresentata la paura di Wells per un nuovo conflitto mondiale che nella realtà scoppierà appena tre anni dopo l'uscita della pellicola nelle sale.


La Vita Futura voleva essere la risposta britannica a Metropolis di Fritz Lang e per questo non si è trascurato nulla, dalle scenografie ai costumi tutto è assolutamente perfetto. Merita particolare attenzione la colonna sonora composta da Arthur Bliss. Affascinante la sincroia tra il movimento delle macchine e la musica. Scopro ora su wikipedia che (riporto testualmente) "Wells inizialmente intendeva registrare prima le musiche e quindi girare il film intorno ad esse, ma questo era ritenuto troppo radicale, così l'adattamento fu fatto in modo più tradizionale."


Regia: William Cameron Menzies | Produttore : Alexander Korda | musica: Arthur Bliss