Il Colosso di New York


Il Colosso di New York (The Colossus of New York) è un film di fantascienza diretto da Eugène Lourie nel 1958. E' un film drammatico, oltre che fantascientifico, dalla trama straordinariamente commovente e l' estetica monumentale, rigorosa ed elegante. La colonna sonora, una partitura per pianoforte composta da Van Cleave, minimale ed ossessiva, è molto nota al grande pubblico americano; come il tema di Profondo Rosso qui in Italia. La storia di Jeremy Spensser occupa un posto speciale nel mio cuore.

 

Jeremy Spensser, un brillante rampollo di una famiglia di scienziati e filantropi, viene ucciso in un incidente automobilistico. Muore alla vigilia della consegna del premio Nobel per la pace, lasciando la giovane moglie e il figlioletto Herbert. Il padre di Jeremy, William Spensser, noto chirurgo neurologo, è angosciato per la prematura morte del figlio e non ci sta ad accettarla passivamente e trova un modo per riportarlo in vita. La soluzione è impiantare il cervello di Jeremy in un corpo robotico. Convince il fratello di Jeremy, Henry, ad assisterlo  in segreto nel delicato intervento. Nonostante qualche complicazione, i due hanno successo, ma quando Jeremy prende coscienza della sua condizione perde il controllo e si scaglia con furia distruttiva verso la città di New York. Solo il figlio Herbert riuscirà a calmarlo e (qui piango) il Colosso gli chiederà di essere distrutto.


Mi è piaciuta moltissimo la descrizione del Colosso data dal sito Fantafilm:
Pezzo forte del film è il singolare robot gigante che riecheggia gli stilizzati, gelidi, essenziali automi dell'espressionismo tedesco. Corporatura statuaria, occhi che sprigionano raggi letali e mantello, fanno del robot - prima abitacolo di un cervello geniale, poi cieca macchina devastatrice - un protagonista memorabile di una vicenda, per altri versi prevedibile, che attinge al romanzo di Siodmak "Donovan's Brain" e al mito di "Frankenstein".

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